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Jappe
CEMENTO. ARMA DI COSTRUZIONE DI MASSA

traduzione di Carlo Milani

2022
 
l'opera
Jappe non solo ripercorre in modo avvincente la storia del cemento e dei suo impieghi – dall'epoca romana fino ad arrivare ai giorni nostri con il crollo del ponte Morandi – ma, attraverso numerosi esempi, denuncia la catastrofe che il suo utilizzo ha prodotto e continua a produrre.

Il cemento, declinazione concreta dell'astrazione mercantile, rappresenta l'incarnazione della logica capitalista e, proprio come questa, si riproduce sempre uguale a se stesso. Realizzato con tecniche industriali e in quantità smisurate – con disastrose conseguenze ecologiche e sanitarie – ha pian piano esteso il proprio dominio al mondo intero annullando ogni differenza e "uccidendo" l'architettura vernacolare, con il conseguente oblio delle tecniche tradizionali che ha portato al declino dell'artigianato. Monotonia del materiale e monotonia dello stile sono l'evidente risultato di questo predominio, che in conformità alla cultura dell'obsolescenza programmata ha definitivamente trasformato gli edifici stessi in merce. Ecco perché, per Jappe, diventa doveroso ricostruire la storia di questo materiale, raccontando i progetti e le mire dei suoi numerosi sostenitori – di ogni tendenza ideologica – così come le riserve dei suoi – rari – detrattori.
l'autore [scheda autore]
Anselm Jappe (Bonn, 1962), filosofo, si è laureato a Roma con Mario Perniola per poi conseguire un dottorato presso l'École des hautes études en sciences sociales di Parigi. Attualmente insegna filosofia estetica all'Accademia di Belle Arti di Sassari.
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ECOLOGIA
GLOBALIZZAZIONE E MODELLI DI SVILUPPO