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Fofi
FELLINI L’ANARCHICO



Ottobre 2020
 
l'opera
Fofi ci racconta di un Fellini che ha saputo astutamente divertire i potenti e la loro ipocrisia, ma che è sempre stato anche un acuto analista dell'alienazione collettiva e del "sistema" che la favorisce, nonché l'irriverente cantore degli "ultimi", resistenti per necessità e vicini a chi resiste per scelta.

Un omaggio diviso in tre parti: un'analisi a tutto tondo della diversità felliniana, il racconto delle sue figure di marginali e infine la rivendicazione di un Fellini coscientemente anarchico. Fu per primo il grande critico francese André Bazin a parlare di un "Fellini anarchico" dopo aver visto, con entusiasmo, La strada, e ancora di recente un altro francese, Daniel Pennac, ha insistito su un Fellini anarchico, e cosciente di esserlo. Non sorprende dunque che sia stato assistito da tre sceneggiatori a lui congeniali come Ennio Flaiano, Tonino Guerra (che si dichiarava tranquillamente anarchico) e Bernardino Zapponi (idem). Ed è indubbio che anche l'humus romagnolo e il giovanile confronto con il fascismo abbiano influito sulla visione che il regista ha avuto della società; le mutazioni del boom nel possente quadro della Dolce vita; la sua irrecuperabilità di artista in un ordine borghese in Otto e mezzo; l'epressione delle sue convinzioni nelle grandi opere ultime, dove la narrazione si fa metafora e giudizio. La visione critica della società attraversa tutte le sue opere e il regista si fa forte del successo internazionale per esplicitare un'eccezionale autonomia e una libertà creativa comparabile solo a quella di un Kubrick. E non solo nel suo film più autobiografico, Amarcord (dove la figura del padre è palesemente anarchica), ma perfino nella ricostruzione della Roma antica, nel Satyricon (cosa sono se non anarchici  i  due  giovani  hippies  che  ne  sono  protagonisti?).  Il  Casanova mostra infine la marionettistica alienazione di un individualismo narcisistico e facilmente manipolabile, mentre La voce della luna affida a due irrecuperabili sbandati (a due anarchici, infine!) la fragile ma irriducibile distanza da una società che ci mostra nella sua degenerazione festaiola e conformista, nell'euforia consumista della "sagra dello gnocco"...
l'autore [scheda autore]
Goffredo Fofi (Gubbio 1937) si è occupato di critica cinematografica e letteraria, ha diretto e fondato riviste di interesse culturale e politico, ha  scritto molti libri e ha partecipato a molte esperienze di intervento sociale ed educativo dalla metà degli anni Cinquanta a oggi.
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