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scheda autore
   

Tolstoj
     

 
biografia
Lev Tolstoj nasce a Jasnaja Poljana il 9 settembre 1828 in un’antica e nobile famiglia fortemente legata alle tradizioni religiose ortodosse. Dopo la morte della madre, la famiglia si trasferisce a Mosca nel 1837, ma ben presto muore anche il padre e tutti i fratelli vengono affidati alla tutela di una zia paterna, la contessa Alexsandra Osten-Saken. Morta anche la zia nel 1841, i ragazzi si trasferiscono a Kazan da un’altra zia paterna, la contessa Pelagèja Juskova. Nel 1844 Lev si iscrive alla facoltà di Studi orientali dell’università di Kazan, che poco dopo abbandona per iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza. Nel 1847 decide di lasciare l’università per fare ritorno a Jasnaja con l’intenzione di amministrare le tenute di famiglia e dedicarsi autonomamente alla propria istruzione. Nel 1851 è di nuovo a Mosca, dove si dedica ad attività mondane e in particolare al gioco d’azzardo, cosa che gli infliggerà notevoli perdite finanziarie. Anche per sfuggire ai creditori, si trasferisce nel Caucaso e prova a intraprendere la carriera militare. L’anno seguente pubblica il suo primo testo, una trilogia autobiografica.
Quando nel 1854 inizia la guerra russo-turca, si arruola come volontario e partecipa a diverse battaglie: un’esperienza terribile che gli cambierà la vita. Dopo la guerra, viene trasferito a San Pietroburgo, dove frequenta la redazione di «Sovremennik». Si scontra spesso con l’intellighenzia pietroburghese e per questo, una volta ottenuto il congedo per motivi di salute, decide di stabilirsi definitivamente a Jasnaja. Qui inizia a interessarsi di questioni politiche e sociali, intraprendendo diversi viaggi nell’Europa occidentale: visita la Svizzera, l’Inghilterra, la Germania, il Belgio, l’Italia e la Francia, dove incontra Pierre-Joseph Proudhon. Rientrato nella sua città natale, apre una dozzina di scuole, perlopiù frequentate dai figli dei suoi contadini, in cui sperimenta un insegnamento assolutamente privo di ogni forma di autoritarismo.
Durante gli anni delle riforme agrarie diventa giudice di pace e svolge un ruolo di intermediario tra nobili e contadini. Tra il 1863 e il 1869 scrive il suo romanzo più famoso: Guerra e pace. Alla fine degli anni Settanta cominciano a manifestarsi i primi sintomi della sua crisi spirituale: studia i Vangeli e scrive saggi religiosi molto polemici verso la Chiesa ortodossa. Nel libro intitolato Confessione (1882) spiega la propria conversione a quella particolare forma che verrà definita «cristianesimo anarchico». Nel 1901 viene scomunicato per queste sue posizioni eretiche e in molte città russe si svolgono manifestazioni in suo sostegno. Quando nel 1905 scoppia la rivoluzione, Tolstoj si schiera contro lo zar ma anche contro il marxismo, auspicando una nuova organizzazione sociale della Russia fondata sul rifiuto della gerarchia e dell’autoritarismo. Nel 1909 inizia una fitta corrispondenza con Gandhi, che all’epoca è ancora in Sudafrica. Via via che la sua fama nel mondo cresce, aumentano però anche i conflitti in famiglia. Il suo desiderio di non trasformare la letteratura in professione e di non trarne vantaggi materiali – rinunciando ai diritti d’autore a favore dei suoi contadini – si scontrano con la volontà della sua famiglia. La notte tra il 9 e il 10 novembre 1910, dopo aver trovato la moglie che frugava tra le sue carte, Tolstoj decide di abbandonare la propria abitazione nonostante sia già gravemente malato. Il 20 novembre 1910 muore e, secondo le sue ultime volontà, viene sepolto sotto un cumulo di terra, senza croce e senza nome.
le opere
IL RIFIUTO DI OBBEDIRE -
percorsi di lettura
EDUCAZIONE
PENSIERO ANARCHICO E LIBERTARIO