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CRITICA DELLA PROPRIETÀ E DELLO STATO



2014/3 - I ediz. 2001
a cura di Giampietro N. Berti
208 pp.
€ 14,00
€ 11,90
EAN 9788896904671
 
l'opera
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Essere governato significa essere guardato a vista, ispezionato, spiato,
diretto, legiferato, regolamentato, incasellato, indottrinato, catechizzato, controllato, stimato, valutato, censurato, comandato da parte di esseri che non hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù. Essere governato vuol dire essere, a ogni azione, a ogni transazione, a ogni movimento,
quotato, riformato, raddrizzato, corretto...



Proudhon, noto per alcune espressioni icastiche come «la proprietà è un furto», è stato il primo pensatore sociale a definirsi anarchico. La sua opera, un peculiare intreccio di riflessione iconoclastica e vis polemica, attesta la nascita storica di una visione coerentemente libertaria dell'individuo e della società. Questa scelta antologica, articolata per temi, propone alcuni brani essenziali ripresi da una produzione teorica vastissima e talvolta contraddittoria. Ne viene fuori una lettura anarchica del pensiero proudhoniano che ne identifica gli elementi forti, di stimolo alla riflessione attuale: il federalismo, l'autogestione, la dialettica irrisolta degli opposti, il pluralismo metodologico e progettuale.

Giampietro N. Berti (Bassano del Grappa, 1943) insegna Storia contemporanea nell'Università di Padova.

Oggi, quando si parla di Proudhon, si fa più spesso riferimento

al personaggio confezionato da Marx, a forza di brutalità letterarie

e di aggressività dialettica, che non al genuino pensatore

di un socialismo pragmatico, immanente, privo di scorie hegeliane

come il ruolo della negatività nella storia, del millenarismo rivoluzionario, della fine della storia realizzata

da un proletariato investito di un potere messianico.

Michel Onfray



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