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Del Rey
LA TIRANNIA DELLA VALUTAZIONE

traduzione di Andrea Libero Carbone

marzo 2018
prefazione di Francesco Codello
 
l'opera
Che sia a scuola, nelle aziende o nella pubblica amministrazione, la valutazione si presenta oggi come una retorica dell’obiettività, come una modalità incontestabile che intende rapportare ogni cosa al suo valore e, pertanto, al suo costo.

Oggi, in qualsiasi ambito sociale ci si trovi a interagire con gli altri, essere valutati in base a criteri ritenuti oggettivi appare non solo naturale ma persino desiderabile. Anzi, ricondurre l’individuo a un’entità misurabile che dia precisamente conto della propria efficienza e competenza è diventato l’imperativo che governa le nostre prestazioni e relazioni. Questa rincorsa al merito (così come lo definiscono i parametri selezionati) instaura oltretutto un clima di estrema competitività in ogni ambito sociale. E tuttavia, smentendo clamorosamente i suoi fautori, questa ossessione valutativa sta creando, in nome dell’efficienza, una forma inedita di inefficacia, proprio perché comprime le differenze normalizzando i profili individuali. Come appunto dimostra questa brillante analisi pedagogica, nata sul campo e non a tavolino, che contrappone al riduzionismo di questo sistema iper-valutativo la complessità della vita e delle relazioni umane.
l'autore [scheda autore]
Angélique Del Rey insegna filosofia in un centro per adolescenti della periferia parigina.
percorsi di lettura
CRITICA DELLE ISTITUZIONI TOTALI
FILOSOFIA POLITICA ED EPISTEMOLOGIA