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Godard
CONSENSO E DISSENSO NELL'EPOCA DEL TERRORISMO

traduzione di Andrea Libero Carbone

giugno 2017
 
l'opera
L'unico modo per limitare il terrorismo è guardare il mostro allo specchio. Siamo a un bivio. Un cartello indica «giustizia», l'altro «guerra civile». Non c'è un terzo cartello, e non è possibile tornare indietro. Scegliete!

Arundhati Roy



Questa riflessione sulla formazione del consenso e del dissenso nelle nostre democrazie, in un'epoca segnata dalla violenza diffusa (che peraltro ha una lunghissima storia), parte da una doppia constatazione. Innanzitutto, ciò che viene genericamente etichettato come terrorismo è talmente manipolato e sovraesposto dalla logica mediatica da avere un impatto sproporzionato sull'immaginario sociale e sui processi decisionali. Inoltre il consenso, cioè il riconoscersi in una data società anche in modo critico, si è talmente diluito da configurarsi come un consenso «debole» che funziona solo in negativo: incapace di definire
valori comuni, si limita a indicare capri espiatori, alimentando così quello stesso terrorismo che combatte. Consenso e dissenso
vanno dunque rielaborati alla luce di questi profondi cambiamenti sociali e immaginari, se non si vuole cedere il passo a regimi di tipo dittatoriale la cui minaccia è oggi tutt'altro che remota.
l'autore [scheda autore]
Philippe Godard (Bar-le-duc, 1955) ha diretto collane per ragazzi in varie case editrici. Da molti anni si occupa della tematica lavoro da svariati punti di vista e in particolare si è occupato dello sfruttamento infantile.
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