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Yehya
HOMO CYBORG

traduzione di Raul Schenardi e Carlo Milani

marzo 2017 - I ed. 2005
 
l'opera
In un mondo nel quale la tragedia umana è stata sradicata,
 morire senza lasciare traccia sarà forse l'unico atto rivoluzionario.



Siamo (o saremo) tutti cyborg? C'è già più realtà e scienza che fantascienza in questa domanda. Perché ormai la tecnocultura rimodella le coscienze, i corpi, la realtà stessa. Ci offre rifugio nello spazio virtuale per difenderci dal deterioramento corporeo; manipola il DNA; produce comportamenti farmacologicamente indotti; impone la modella «ginoide», asessuata; esalta l'industria del culto fisico e della chirurgia plastica; fa pratica con l'eugenetica e la clonazione... Le tecnologie destinate a migliorare il corpo ci possono rendere, in un futuro molto prossimo, tutti cyborg, organismi cibernetici padroni dell'evoluzione, pronti addirittura a superare la nostra condizione mortale. Ma l'orizzonte postumano è solo l'ennesimo tentativo di creare un dio, non padre ma figlio delle nostre menti e della nostra tecnologia. La posta in gioco siamo noi stessi, la nostra umanità, il nostro corpo. L'umanesimo di Yehya, né tecnofilo né tecnofobo, invita a un'allarmata attenzione verso tecnologie che oltretutto sono troppo spesso appannaggio dell'ideologia e della pratica militari.
l'autore [scheda autore]
Naief Yehya è nato a Città del Messico nel 1963, vive e lavora da anni a New York. Ingegnere di formazione, è giornalista e scrittore.
dello stesso autore
HOMO CYBORG - Il corpo postumano tra realtà e fantascienza
percorsi di lettura
ANTROPOLOGIA
SCIENZA E SOCIETA'