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Festa
L'AMERICA DEL NOSTRO SCONTENTO



maggio 2017
 
l'opera
Come dimostrano Trump, Orbán, Farage, Grillo o Erdoğan,
c'è molto posto nella casa del populista:
 basta annullare le differenze e
ricondurre tutti
alla nozione grigia e indistinta di "popolo".



L'America del dopo-Obama ha di fronte a sé un periodo di grande incertezza in cui dovrà fare i conti non solo con l'ascesa di un personaggio controverso come Trump, ma soprattutto con la rivolta populista dei ceti bianchi più fragili, infuriati contro una globalizzazione che li ha impoveriti. Ed è appunto il populismo il protagonista di questo reportage dall'America profonda, che cerca di spiegare il fenomeno in atto dando la parola agli operai che hanno votato un miliardario anti-casta ma espressione dei poteri forti, agli agguerriti antiabortisti della Bible Belt o ai tanti bianchi poveri della Rust Belt. C'è insomma l'America del populismo, ma c'è anche l'America che reagisce al populismo, come le comunità gay in cerca di nuovi percorsi, gli abortisti in trincea contro il fondamentalismo cristiano o i giovani neri nuovamente mobilitati dopo decenni di passività. Di certo, c'è un paese lacerato e inquieto che forse, proprio per questo, potrebbe diventare un laboratorio politico molto stimolante in un'era che sembra aver decretato la fine del pensiero unico.
l'autore [scheda autore]

Roberto Festa (Milano, 1963) lavora come giornalista a Radio Popolare, oltre a collaborare con "Il Fatto Quotidiano" e la Radio Svizzera Italiana.

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